February 6, 2010

Concorso di cortometraggi

Filed under: news, attività

 

Tutto è quel che sembra
“Una cosa ritenuta reale è reale nelle sue conseguenze”.
Il concorso di cortometraggi gratuito e aperto a tutti.

Ci sono cose che si impongono per la loro evidenza. Altre per le quali la loro natura cambia a seconda della nostra interpretazione.
Oggi che la trasmissione della cultura passa attraverso le immagini, la natura prima delle cose, se esiste, si fonde nel modo in cui questa viene presentata.

Una cosa ritenuta reale è reale nelle sue conseguenze”.

Dalla confusione cresce la creatività, nuovi modi di vedere trovano spazio e gli oggetti si riconvertono a nuovi e inaspettati utilizzi. La telecamera è lo strumento ideale per catturare le infinite anime degli oggetti che popolano la realtà.

Giocate allora con gli oggetti, reinventateli. Camuffate le situazioni per donare loro una nuova vita, rompete l’uso consolidato delle cose. Come demiurghi, usate la telecamera e sorprendeteci.
Ed ecco che una banana nelle mani di una bambina è un telefono, e un divano rosso a forma di labbra è un sorriso. Ma questo è solo l’inizio.

Ogni cortometraggio della durata massima di 10 minuti, sarà valutato da una GIURIA composta da:

  • Mario Brenta, professore di "Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico/iconologia del cinema" presso l’Università degli studi di Padova.

  • Filippo Nalon, responsabile del Cinema MPX di Padova.

  • Karma Gava, redattore e speaker del programma Bue Muuuuuvies di Radiobue.

  • Stefano Trombetta, responsabile cineforum Mondayscreen dell’Asu

  • Carlo Santaterra, direttore artistico del circolo culturale Fahrenheit 451.

Ai primi tre classificati saranno consegnati i seguenti PREMI:

I°) Un buono di 100 euro spendibile presso la MELBOOKSTORE di Padova.

II°) Un carnet 7 + 3 presso il Cinema MPX di Padova (composto da 7 ingressi gratuiti al cinema più altri tre omaggi che si attivano nel caso in cui il vincitore porti con sé un compagno che avrà diritto a una riduzione del 50% sul prezzo del biglietto).

III°) Un abbonamento di 25 noleggi DVD presso Target Cinema Video di Padova.

Una menzione speciale sarà riservata alla migliore interpretazione.

I premi verranno consegnati durante una serata di premiazione aperta a tutti, che si terrà presso il circolo culturale Fahrenheit 451 (www.circolo451.org). In quest’occasione verranno proiettati i corti ritenuti più meritevoli.

Nei giorni seguenti la serata di premiazione, chiunque potrà inoltre votare il corto preferito su www.radiobue.it.

Il concorso è aperto a tutti. Per partecipare è necessario consegnare la Scheda di partecipazione con le copie del cortometraggio presso il circolo Fahrenheit 451 entro e non oltre il 13 marzo 2010 (vedi Bando).

E’ possibile scaricare il Bando e la Scheda di partecipazione sul sito www.circolo451.org.

Per ulteriori informazioni contattare

Eleonora: eleo.belloni@live.it

Davide: davidepocchiesa@yahho.it.

BUON LAVORO!

January 13, 2010

Presidio di solidarietà

Filed under: news, iniziative


L’eccezionalità di quanto sta accadendo a Rosarno impone a noi tutti una presa di posizione netta, univoca, urgente.

I fatti di Rosarno sono frutto della commistione di diversi fattori - contingenti e non - che nella sua complessità non è affrontabile in questa sede. Tuttavia, per la loro tragicità, travalicano l’ambito locale e sono emblematici di una realtà che interessa e riguarda noi tutti.


Una realtà fatta di lavoro nero, precarietà, criminalità organizzata, politiche razziste e xenofobe, emarginazione ed esclusione sistematica dei soggetti più deboli e ricattabili, banalizzazione della violenza e incapacità assoluta delle istituzioni non solo nell’esercizio del loro ruolo di mediazione e risoluzione dei conflitti, ma in quello assolutamente elementare di tutela e garanzia dell’integrità della vita umana e del vivere civile.


La richiesta della comunità migrante di Rosarno era basilare: “Non sparateci addosso”. L’ennesimo gesto di violenza perpetrato nei confronti dei lavoratori stranieri – il ferimento di due di loro – ha scatenato una rivolta che ha visto una reazione assolutamente sproporzionata, violenta e xenofoba di parte della cittadinanza che ha praticato una vera e propria caccia al nero: attualmente si contano 4 africani investiti intenzionalmente con auto, altri 4 sono stati sprangati e 2 di loro sono tutt’ora ricoverati in gravi condizioni, 5 sono i feriti da arma da fuoco; 1 cittadino rosarnese è in stato di arresto con l’accusa di tentato omicidio per aver tentato di investire degli africani con un escavatore.


Questa esplosione di assoluta brutalità è stata spiegata dal ministro degli Interni Maroni con una frase che ha dell’incredibile: “C’è stata troppa tolleranza con i clandestini”. E’ lo stesso ministro che qualche mese fa invocava “cattiveria” nei confronti degli immigrati.


Tutto ciò è l’esemplificazione di uno stato di ingiustizia sociale, sfruttamento e diseguaglianze prodotto anche da politiche nazionali razziste e securitarie che mai come in questo momento si rivelano fallimentari e inappropriate.


Ma tutto ciò può costituire anche un pericolosissimo precedente.


E’ doveroso fermarci a riflettere su come i fatti di Rosarno potrebbero facilmente prendere una declinazione “Veneta”. La nostra Regione vede uno dei più alti tassi di popolazione immigrata del paese e la necessità di manodopera a basso costo ha creato anche qui situazioni di sfruttamento. 

I toni della politica semplicistica e xenofoba rischiano di far degenerare le reazioni della pubblica opinione. Questa iniziativa vuole marcare uno spartiacque, tra chi è in grado di distinguere il reale dalla sua mistificazione.

I fatti di Rosarno ci mostrano come un gruppo di migranti sia stata vittima di mali italiani, quali le organizzazioni criminali, lo sfruttamento del lavoro nero e la barbarie antidemocratica che hanno portato ad estreme conseguenze.

Domani Padova potrebbe essere il teatro delle stesse violenze. Domani si potrebbero creare delle barricate di poveri contro poveri divisi solo dall’intolleranza e da politiche di gestione dei flussi migratori controproducenti e scellerate.

I più deboli, resi vulnerabili proprio da politiche che non garantiscono il loro inserimento nel tessuto economico e sociale – ed anzi, ne praticano la sistematica esclusione - hanno avuto, come ha detto Saviano, il coraggio della disperazione nel lanciare la rivolta dei più puri.


Padova deve stare dalla parte della verità e della solidarietà. Dalla parte della giustizia e dei giusti.


L’appuntamento è per oggi, mercoledì 13 gennaio, alle ore 17:00 in P.zza Antenore, davanti alla prefettura.

January 6, 2010

Pulse#121: ABOVE THE TREE (ITA) @ la Mela di Newton, via della Paglia 2 - VE 08.01.10 -

Filed under: pulse
La completezza è un’ambizione folle ma comprensibile. La perfezione un’illusione di onnipotenza decisamente incomprensibile. Il resto è parzialità, istantaneità e vento che soffia su miliardi di vite mescolando sequenze di attimi per dare un’immagine coerente all’esistenza. Compresa l’equazione, qualunque atto acquista importanza nell’accettazione della sua transitorietà e della sua caducità. Solo così si supera il limite di ciò che per sua natura è limitato e l’arte torna a scavare dentro e oltre le apparenze. La musica di Above the tree è la prova che ciò accade ancora, che lo strumento più astratto che la natura ci ha offerto, il suono, può servire a costruire scenari perfetti proporzionalmente alla loro imperfezione. Qui non ci sono estenuanti ricerche del bel suono, dell’equilibrio formale, delle armonie simmetriche e aggraziate ma pezzi di metallo arrugginito che strisciano su frammenti di vetro e sabbia, motori malfunzionanti che lamentano i segni del tempo e canti biascicati soffocati dalla tosse. Eppure non un solo pezzetto di queste schegge sonore sembra costruito su tali basi: le canzoni (termine certamente improprio in questo caso) chiedono di essere riascoltate ripetutamente perché il loro linguaggio complessivo, che lo si creda o no, è un magico e potente catalizzatore emotivo capace di portare i sensi in dimensioni inconsuete. Non cercate somiglianze a tutti i costi, non ce ne sono, piuttosto lasciatevi trasportare dentro questo microcosmo di musica contemporanea e fate attenzione a tutti i dettagli. Niente di definitivo, solo frammenti mortali di luce abbagliante.
http://www.anomolo.com/media/above_the_tree

http://www.myspace.com/bluerevenge1

December 15, 2009

Pulse#120: AU (Aagoo, USA) @ Pixelle, via Turazza 19 - VE 18.12.2009 h.22.00

Filed under: pulse

http://au-au-au.com/

http://www.myspace.com/peaofthesea

GIà passati dalle nostre parti a maggio, (avevano suonato in una serata caldissima ai Carchi Sopesi!) abbiamo deciso di riproporre il loro concerto, forti del fatto che i loro live trasmettono gioia e passione allo stato puro e lasciano il segno. Chi c’era ne sa qualcosa, vero?
A ottobre e novembre hanno aperto il tour americano di WHY? (Anticon). E leggendo in rete pare che gli abbiano rubato la scena… Ed è appena uscito un loro ep, "Ida Walked Away", accolto bene da Pitchfork ( http://pitchfork.com/reviews/tracks/11437-ida-walked-away/ ) e benissimo, qui da noi, da Blow Up (8 sul numero di novembre, vedi sotto stralcio recensione).

"Luke Wyland è uno straordinario talento di Portland… Ha tre dischi bellissimi alle spalle… Ha uno sviscerato interesse per tutto lo sperimentalismo americano, per la forma canzone corrotta e per la teatralità. Insomma, un piccolo genio. Questo straordinario EP, ennesima dimostrazione della contagiosa inventiva sottesa al progetto, propone oltre a uno splendido inedito a nome Ida Walked Away, una serie di radicali stravolgimenti di brani tratti dalla produzione precedente. Alla grossa potresti dirlo folk, ma contaminato di ascendenza colte e di quell’attitudine agli scompaginamenti della forma che sono propri dell’avanguardia e del jazz… fifties lounge, oscillazioni elettro-Umiliani, slide guitar perse nell’iperspazio, misticismi Popol Vuh, romanticismi Mercury Rev, carioca, vaudeville, Nino Rota, minimalismi mertensiani, tripudi di Hamond, suggestioni balcaniche.. E poi disarticolazioni elettroacustiche, strumenti trovati, declinazioni populiste, ebbrezze sboccate, fantasmi canterburyani… Rispetto a quelle edite, queste versioni sono se possibile ancora più splendenti, sentite, imprescindibil… E investitti da tanta creatività non si può che pensare e sperare che ne vedremo ancora delle belle"
(8) P.Pardo, Blow Up novembre 2009

http://www.youtube.com/watch?v=SwRxiHtG9QM
http://www.ondarock.it/recensioni/2009_au.htm
http://www.sentireascoltare.com/recensione/3566/Au-verbs.html

su VERBS:

Un delizioso coro di più di 20 persone da un lato e la tensione attutita di una malinconica ninna-nanna dall’altro.

Tra questi estremi così distanti si muove la sconcertante espansione estetica di Verbs, il nuovo lavoro dell’acclamato collettivo pop sperimentale di Portland Au (pronuncia "ay you"), che con le sue vorticose profondità ed intelligenti intuizioni promette di essere una delle sorprese più appaganti dell’anno.
Dopo l’esordio omonimo dello scorso anno, l’architetto degli AU, Luke Wyland, ha fatto dei passi enormi per andare oltre la schiva sensibilità di quel disco e si è spinto verso nuovi confini.
Questo ha significato, in pratica, mettere insieme una vera e propria band - il cui fulcro è rappresentato dai polistrumentisti Johnathan Sielaff e Mark Kaylor - ma anche, in termini più ampi, aprirsi alle considerevoli risorse musicali di Portland.

Di conseguenza, Verbs è ricco dei contributi forniti da quasi trenta musicisti, in una lista che include le vocalist Sarah Winchester (A Weather) e Becky Dawson (Ah Holly Fam’ly, Saw Whet) oltre a, tra gli altri, membri di Yellow Swans,
Parenthetical Girls ed Evolutionary Jass Band, il tutto a creare l’istantanea di un particolarissimo angolo dell’estesa comunità musicale della città.
Il disco che ne viene fuori - registrato nel corso di tre giorni ai Type Foundry Studios di Portland e finito nei due mesi successivi nello studio di Wyland - scorre tra estremi originali e improbabili e così jam pop come "RR vs D", si trovano assolutamente a proprio agio vicino alle meditazioni di "Two Seasons" e "Summer Heat". Inoltre, i diversi movimenti del disco lavorano in modo coeso e autonomo più che in passato, grazie anche agli arrangiamenti che si sviluppano per tutta la lunghezza dell’album.

Verbs è l’evoluzione entusiasta di tutti quei diamanti di pop asimmetrico che brillavano già nel debutto, le cui gemme calde e in stile Appalachi hanno trovato corrispondenti con i suoni di Arnold Dreyblatt, Animal Collective, Terry Riley, Steve Reich e Grizzly Bear.

Le sue soluzioni inaspettate, guidate dalla mano sicura, competente e "classica" di Wyland, ci regalano un disco sorprendente ed immediato al tempo stesso, carico di gioia onesta e palpabile e che chiede solo di essere ascoltato.

December 9, 2009

Vieni e mangiaMELA

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"Vieni e mangiaMela"
 
Cena solidale al circolo Arci "LA MELA DI NEWTON"
 
LUNEDI 14 DICEMBRE ore 20.30
 
 
 
Una persona non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Ragion per cui vi vogliamo far mangiar bene, con cibi sani di Altragricoltura, rigorosamente biologici. Lunedì 14 Dicembre vi proponiamo una cena al circolo Arci "La Mela di Newton" dove oltre a mangiare e bere, vi faremo conoscere il nostro Gruppo di Acquisto Solidale.
 
La cena è completamente vegetariana (nessun animaletto che scorazzava per i prati e non stavano nemmeno rinchusi dentro gabbie).
I cibi serviti avranno un apporto nutritivo completo.
Parola d’ordine: INTEGRALE! Madre Natura ci ha fornito tutti gli elementi necessari al nostro benessere, perchè modificarli raffinandoli?

Alla cena si partecipa solo su prenotazione e i posti sono limitati (30) quindi affrettatevi a prenotare mandando una mail a asudipadova@gmail.com oppure direttamente al circolo arci "La Mela di Newton" (Via della Paglia n° 2).
 
 
MENU’
 
Fruttoso Benvenuto d’Agrumi

Antipasto

Carciofi e asparagi sott’olio
 
Caciottina al peperoncino
 
Lunette di pasta brisée integrale e broccoli
 
 
Primo
 
Pasticcio porri e zucca colorato d’autunno

  
Secondo

Sformato di colori vegetali
 
 
Contorni
 
Verdure

 

 Acqua o Quartino di Vino rosso o bianco
 

December 8, 2009

Pulse#119: Aa - Big A little a (US-Deleted Arts) @ Pixelle, via Turazza 19 -STASERA- h. 22.00

Filed under: pulse

 AA (Big A little a)

New York, USA - Deleted Arts

http://www.myspace.com/alittlea

http://www.sleeep.com/aa/

Di nuovo, Brooklyn. Di nuovo la batteria, e di nuovo la plastica.

Gli Aa sono una delle band più innovativamente inquiete nella New York degli ultimi 6 anni, evolevendo costantemente il loro unico marchio fortemente stilizzato di massimalismo "DIY" attraverso frequenti cambi di formazione e strumentazione.

Sembra di sentire i Liars di "Drum’s Not Dead" in una jam coi Boredoms più spiccioli, dalle parti di Animal Collective con echi sintetici, quelle voci e quelle urla.

L’approdo al long play degli Aa è un delirio cosmico dai tratti convinti e duri, dalle fattezze ultraterrene e dal clamore devastante. Tre batterie e un sintetizzatore per formazione quanto mai aperta, tanto che non ci è dato quasi sapere chi ci sia dietro ai suoni e quale sia il percorso seguito.

Il suono poliritmico del gruppo evoca elementi di dance globale, hardcore, electro, psych, e altre influenze, con una sensibilità che trascende il caos per creare qualcosa di fresco e frizzante .

Un set di percussioni acustiche / elettroniche sempre più ibrido, il sound denso di paesaggi sonori elettronici, voci pesantemente processate, e un distintivo spettacolo di luci minimale, rendono le performance live degli Aa cariche di atmosfera, frenetiche, e sempre sorprendenti.

File Under: Boredoms, Animal Collective, Aphex Twin

 

 

 

November 27, 2009

NO B-Day: mandiamo a casa la B, cambiamo tutto l’alfabeto

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LINK – coordinamento universitario e Unione degli Studenti saranno in piazza il 5 dicembre, contro il Governo Berlusconi, per mandarlo a casa, per contrastare non solo Mr B. ma il Berlusconismo nel suo complesso e ciò che rappresenta. Non saremo in piazza solo contro quel che oggi rappresenta la lettera B, ma per cambiare l’intero alfabeto.

No Abolizione del valore legale del titolo di studi: il DDL di riforma dell’università creando, mediante l’accreditamento, atenei di serie a e atenei di serie b, apre la porta all’abolizione del valore legale del titolo di studi aumentando ancor di più il fossato tra chi può e chi non può permettersi una formazione di qualità.

No Berlusconi perché questo Governo sta minando le basi della democrazia italiana, trasformandone la costituzione materiale, svuotando il Parlamento e ignorando i contrappesi previsti dalla Costituzione, perché per Berlusconi, come per tutti i governi autoritari, meritano una lotta serrata e quotidiana in parlamento, come nelle strade, nelle scuole e nelle università.

No Case dello Studente fatiscenti. Dopo il dramma abruzzese tante restano ancora le criticità e i problemi degli alloggi per studenti, spesso insufficienti e non a norma. Il diritto all’abitare troppo spesso viene messo in discussione dalla carenza di fondi.

No Diritto allo studio svenduto ai privati. La riforma Gelmini dell’università prevede una riforma complessiva del diritto allo studio, con i privati che gestiscono gli alloggi, le S.p.A. Che gestiscono i fondi per i meritevoli e i prestiti d’onore che soppiantino sempre più le borse di studio trasformando la nostra generazione di futuri precari in una generazione di precari indebitati.

No Eserciti e spese militari. La spesa militare in Italia è l’unico settore della spesa pubblica in costante espansione. L’acquisto degli F35 dimostra come nonostante la crisi i soldi ci siano, ma non vengono destinati su capitoli di spesa di interesse collettivo. Chiediamo l’azzeramento dei tagli a scuola, università e ricerca pubblica

No FUS senza soldi. Il Governo sta abolendo, azzerandolo, il FUS, fondo unitario per lo spettacolo, rinunciando al ruolo del pubblico nella promozione di una cultura libera da vincoli aziendali

No Gelmini Perché non possiamo più accettare riforme a costo zero che distruggono l’università pubblica e sentire il ministro parlare dei giovani, del merito, della qualità e della lotta i privilegi, quando la sua riforma non garantisce chi merita, abbassa i livelli qualitativi e aumenta i poteri di quei baroni che noi contestiamo

Non Hai soldi? Non studi! Le tasse universitarie stanno aumentando in tutt’Italia a causa dei tagli della 133/08. In un paese in crisi economica, e senza un sistema di diritto allo studio ciò vuol dire che sempre più studenti saranno costretti a lasciare gli studi.

No Incidenti sul lavoro. Ogni anno migliaia di persone muoiono ancora sui luoghi di lavoro, nel silenzio generale. Non è ammissibile andare a lavorare al mattino e non sapere se si tornerà vivi a casa la sera.

No Lavoro precario. Parlano tanto di famiglia e poi non consentono a un giovane di avere una prospettiva di vita. Precarietà e sfruttamento sono le caratteristiche principali del lavoro svolto da migliaia di laureati, tanto preparati quanto sottopagati, che vedono dequalificate le proprie conoscenze e le proprie vite in nome del profitto di pochi.

No Mafie. Serve una lotta serrata alle mafie. Chiediamo il ritiro dell’emendamento che consente la vendita dei beni confiscati alle mafie. Un emendamento che elimina il riutilizzo sociale delle ricchezze accumulate dalle mafie e rende più forti le cosche, indebolendo le associazioni antimafia.

No Nepotismo e clientelismo. Privilegi di nascita e servitù corporative sono i mali storici dell’università italiana, che la Gelmini si guarda bene dall’attaccare, limitandosi a riverniciare a forza di propaganda e ‘codice etici’ un edificio che è marcio fino in fondo. W la conoscenza, abbasso le conoscenze!

No Onnipotenza dei rettori. Il governo degli atenei ha bisogno di democrazia e di partecipazione. Respingiamo l’attacco alla rappresentanza studentesca e rilanciamo la sfida della democrazia diretta e della partecipazione di tutte le componenti universitarie alle scelte che riguardano tutti.

No Privati nel governo dell’Università. Il DDL di riforma dell’università fa entrare il 40% di privati nel Consiglio di Amministrazione degli Atenei italiani. Demandando di fatto a interessi particolari scelte collettive su didattica, servizi, ricerca, che dovrebbero essere invece fatti da attori pubblici della stessa università

No Raiset. Il monopolio berlusconiano della televisione e l’asservimento della carta stampata agli interessi economici dei poteri forti limitano la libertà di informazione impoverendo il dibattito civile nazionale e mettendo il bavaglio alle voci critiche.

No Spartizione. Il ddl Gelmini, assicurando il 40% dei posti nei cda delle università a privati scelti arbitrariamente, estende il meccanismo della lottizzazione che già regola le aziende regionali per il diritto allo studio, trattate come riserve di poltrone dai partiti

No Turn-over bloccato. Il corpo insegnante italiano è il più vecchio d’Europa, l’età media dei ricercatori è sopra i 40 anni, e il governo non fa che limitare le assunzioni di giovani, condannando la nostra generazione alla precarietà e la ricerca pubblica nazionale a perdere la sfida dell’innovazione

No Umiliazione della ricerca. La precarizzazione totale dei contratti di ricerca e l’attribuzione ai ricercatori e ai dipartimenti degli obblighi didattici cancella la ricerca dal sistema universitario italiano, costringendo all’emigrazione corpi e cervelli

No Vaticano. L’università pubblica è il luogo del sapere libero e del dibattito democratico tra le idee. Respingiamo i continui tentativi da parte delle lobby integraliste e del governo che le sostiene di imporre vincoli confessionali medievali all’istruzione e alla ricerca.

No Zorro, Superman e Batman: non abbiamo bisogno di eroi o supereroi cui delegare la lotta per cambiare tutto quest’alfabeto, ma di studentesse e studenti, cittadine e cittadini che non hanno perso la capacità di indignarsi e di reagire, donne e uomini convinti che un altro mondo sia ancora possibile

November 25, 2009

(UNI)VERSIAMOLA

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Giovedì sera dalle 19 l’aperitivo venite a farlo in Asu dove tra un boccone, un bicchiere, una proiezione e della musica, verrà trattato il tema dello sgretolamento del sistema formativo italiano. Non facciamoci bruciare il futuro. Venite, informatevi e parliamone.

Non mancate, vi aspettiamo!

Non siamo solo ombre che si muovono, ma corpi che gridano il proprio dissenso: colori (due), suoni (infiniti) e rabbie sociali (dieci) esplodono all’unisono, per un aperitivo "zero in condotta".

Performance live:
musica cool:spring!
video teardrop.smile
testi Francesco Terzago

Liveset fino ad esaurimento decibel: cool:spring!

November 22, 2009

UNIVERSITOPOLY - IL VIDEO!


UNIVERSITOPOLY from teardrop smile on Vimeo.

November 19, 2009

Pulse#118: EDIE SEDGWICK (Dischord-USA)+WoraWoraWashington (ShyRec) @ StalkeR*eloaded c/o AltrAgricoltura- VE 20.11.2009 PD

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Dopo l’ottima e affollata serata infrasettimanale dell’altro dì con Nudge e Lotus Plaza alla calorosa Mela di Newton (che stasera propone una nostra vecchia conoscenza…), si cambia genere e luogo:
lo spazio è ancora una volta quello dello stalker, presso AltrAgricoltura Nordest, nella ziggurat di c.so Australia 61.
Giusto perché i posti e i soggetti con cui si collabora non si scelgono a caso, l’invito è quello ad entrare in contatto con una realtà unica nel panorama padovano, con il suo gruppo di acquisto solidale (Il Ciclo Corto), con la sua proposta di nuova aggregazione sociale e di stili di vita consapevoli, non solo in termini alimentari, ma proprio in termini di costruzione di relazioni interpersonali slegate da dinamiche di mercato.
Ideologico, dite? mah…

pulse#118

EDIE SEDGWICK (Dischord - Washington, USA) 


anzi, no:

[Electro funk / Pop / Indie / Harsh Beat / Punk Dance]

http://www.myspace.com/ediesedgwick
http://www.ediesedgwick.biz/

+ Wora Wora Washington (ShyRec, Ve)
http://www.myspace.com/woraworawashington

Venerdì 20 Novembre 2009, ore 22.00  
@
StalkeR*eloaded c/o AltrAgricoltura NordEst, C.so Australia 61, Padova
(qui le indicazioni per arrivare)

Qui non ci son storie: la serata è di quelle che poi, quando non ci sei andato e te la raccontan quelli che invece c’erano, t’incazzi.
Ovviamente per gli aficionados di vecchia data non serve nemmeno dirlo, probabilmente erano in una delle due condizioni sopra citate qualche anno fa (pulse#28!!, di cui sotto trovate un nostalgico estratto dalla relativa newsletter) quando Justin "destroyer" Moyer, fu protagonista di un live assolutamente border line, in equilibrio sulle 4 scrivanie dell’ASU, armato di parrucca, tubino paillettato, lettore DVD, proiettore e autoreggenti .
"Never played on a bunch of desks before" disse lui, mentre noi si rifletteva piuttosto sul fatto che ancora non si era visto un vegano accompagnare una pasta coi broccoli con un bicchierone di Gatorade !
Ma chevvuoi, gli USA generano fenomeni strani, si sa, ma fossero tutti così…
E non a caso è uno dei fenomeni del già all’epoca sbilanciato star system stellestrisce ad essere oggetto di questo che un tempo non avremmo avuto dubbi a definire un divertissment provocatorio del cantante bassista degli El guapo / SuperSystem:
"What plastic lies beneath this mask / What empty logic of beautiful zeros" sono i due sintetici versi con cui Justin identifica Edie Segdwick, musa warholiana autobarbiturizzatasi in giovane età…
E invece, complice lo scioglimento dei SuperSystem, (e, se non interpreto male, anche degli Antelope, altro degnissimo progetto justiniano) le cose si fan più complesse, e oltre che più sinistre, anche più consistenti: per dirne una, l’inevitabile e felice approdo alla fugaziana Dischord (e d’altra parte come dire di no ad uno che si presenta con una letterina come questa!) e l’integrazione, nella line up di una vera band, nei live specie statunitensi.
Nel tour in corso, seppure senza band al completo, la formazione si allarga ad includere la promettente Basla Andolsun (chitarra e voce di Andalusians, anche lei su Dischord) nel ruolo di corista e performer tra proiettore e schermo.
Quindi ecco servito
"Things Are Getting Sinister And Sinisterer", uscita dischord numero 161, disponibile in LP e digital download = no CD, ascoltabile in streaming qui.
Il concept rimane immutato: 10 tracce con titoli per lo più riconducibili al jet set cinematografico, 10 molotov incendiarie da lanciare sul dancefloor per farci saltare, una satira tagliente e impietosa, ma soprattutto 10 brani brevi e musicalmente immediati, scanditi da secche bassline (tra Rickenbaker e synth) e batteria dritta e spigliata, capaci di suonare come
"Fela Kuti meets Screaming Jay Hawkins meets the Ol’ Dirty Bastard at a Warhol exhibition" .
In realtà i riferimenti sono tanti e altri, oltre ai "suoi" el Guapo/Supersytem ed Antelope, arrivano anche chiari rimandi a i fasti passati di A Certain Ratio, Pop Group, Gang of Four, senza dimenticare che comunque qui si parla di un artista cresciuto musicalmente
nella Washington di Fugazi, Unwound e quant’altri.

Perfettamente in linea, e non solo per il rimando geografico nel nome, l’apertura affidata al live dei tre Wora Wora Washington, veneziani e non di primo pelo, ma capaci di un esordio freschissimo su Shyrec, sia per il piglio dei dieci pezzi in mezzora, sia per la data di rilascio appena trascorsa.
Anche qui i bpm non mancano, i synth strabordano e il suono è affilato.

per video, recensioni etc vi indirizziamo sul blog

Costo indecente dell’operazione:
ingresso su prenotazione per iscritti a newsletter Pulse:
7 euro
N.B. un indirizzo mail = una prenotazione… no mail cumulative/familiari, (così sappiamo che siete iscritti!)
se volete fare iscrivere per l’occasione zie/i e cugine/i dite loro di farlo scrivendo a bnlze@yahoo.it , al solito
per il resto del mondo: 
8 euro

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