Sfratto!

L’Associazione Studenti Universitari è stata sfrattata.
A dieci giorni dalla scadenza del contratto, i locatori della sede in via Santa Sofia 5, vale a dire il partito dei cosidetti ‘’Democratici'’ di ‘’Sinistra'’, federazione Enrico Berlinguer, e tutti i suoi iscritti di comune accordo con un proditorio colpo di mano hanno stracciato l’accordo verbale raggiunto a fatica dopo una lunga contrattazione, accordo che con un aiuto economico della CGIL di Padova ci avrebbe consentito di rimanere nella attuale sede con un affitto quadruplicato.


















preso da improvvisa ispirazione ho pensato di mettere in piedi questo blog, per discutere dello sfratto e per accendere un canale con gli studenti. in verità un blog esiste già, è quello di uscita di sicurezza, ma siccome volevo formattarlo alla stregua del sito (con buona pace di Helga Cleve) e per sfruttare i tempi morti tra una digestione e l’altra della tre giorni natalizia, ne ho aperto uno nuovo in fretta e furia. se preferiamo che la discussione sia portata avanti su uscita di sicurezza possiamo trasferire tranquillamente questo sull’altro sito.
Comment by matteoeo — December 25, 2006 @ 9:41 pm
Per molti di noi, che hanno passato un pezzo della loro vita tra le mura di via S.Sofia n.5, è il modo peggiore per cominciare il 2007. Ed è giusto che tutti i giovani di padova sappiano che da oggi anche a loro è stato tolto qualcosa, la possibilità di leggere un giornale, fare 2 chiacchiere, navigare gratis, avere servizi come la consulenza sulla casa GRATIS, insomma l’Asu era la casa di tutti, da oggi siamo tutti un pò senzatetto…
Comment by margemargi — December 26, 2006 @ 9:58 am
Promesso che oggi o domani inizio a buttare giù un po’ di testi…
Promesso :p
Comment by President — December 26, 2006 @ 1:52 pm
Sì continuiamo qui la discussione, così abbiamo la possibilità di allargare il bacino. Ho spedito anche a letterefilosofia l’indirizzo del blog (anche se ultimamente è un po’ morto), se volete spedisco ad un gruppo di studenti di Verona la notizia, si chiamano Lo scribacchino mascherato. Abbiamo già contattato le radio per fare qualche intervento lì? Radio Sherwood…scherzavo!
Comment by Valeria — December 28, 2006 @ 9:42 am
è vero radio boia BUE!a gennaio li chiamiamo e facciamo un intervento…buon anno!
Comment by Administrator — December 28, 2006 @ 4:52 pm
Sto cercando contatti con realtà associative a Conegliano, tipo l’Arci, dato che quella di Padova non si è rivelata una grande sostegno..Faccio circolare i link anche fra persone di sinistra che potrebero essere sensibili all’argomento, ok?
Radio Gamma, Lorenzo, può essere un canale se hai contatti?
Davide blonde_on_blonde
Comment by Anonymous — December 28, 2006 @ 6:22 pm
…Mi dispiace essere lontana, poter dare una mano solo a parole! Complimenti ai signori ds, secondo me Berlinguer vi avrebbe preso tutti sonoramente a calci in culo! Mi sembra veramente di una stupidità incredibile, anche in senso meramente politico, smantellare un luogo di libera associazione ed educazione politica (nel vero senso del termine) da parte di un partito che così tanto ha bisogno di avvicinare i giovani alla politica! Aiutate anche voi la cultura del menefreghismo beatificato, della testa sul piatto, dei militanti pagati tipo forza italia, dell’astensione al voto! La vostra base parte dai quarant’anni in su, chiedetevi perchè!
Comment by Anna Fabbri — January 7, 2007 @ 2:44 pm
se già prima non li votavo più da anni, ora possono solo fottersi. criminali.
Comment by enver — January 9, 2007 @ 10:38 am
povera asu, povero berlinguer, poveri studenti, povera padova, poveri elettori, poveri tesserati diesse, povera sinistra e povera democrazia.
questo è il nordest che produce!!!
soldi soldi soldi soldi
e in culo al resto
Comment by ALE — January 10, 2007 @ 6:12 pm
Per dirla alla R.Gaetano questa notizia mi ha DISGREGATO.Nel mio anno di obiettore mi sono affezionato a quel posto polveroso pieno di carte ed amenicoli vari.
Cosa possiamo fare oltre che diffondere la petizione? Perchè l’università non ci sostiene? Non vorranno mica aprire un biuti senter questi cari locatori? Ma perchè i DS sono così ottusi? RAGU PD MP rispondi!!!
Comment by Objector — January 12, 2007 @ 9:17 am
Vi giro per conoscenza anche la notra situazione…capiamo bene il problema e da parte del comune non abbiamo mai ricevuto una parola di rispasta!
Padova, 25 Gennaio 2007
All’attenzione del Sig. Sindaco Zanonato Flavio
Ci permettiamo di riproporre, in versione aggiornata, una
nostra lettera dello scorso anno, visto che finora non
abbiamo avuto alcun tipo di risposta e che al momento il
Circolo Lesbico Drastica…mente non ha più una sede né
un luogo dove potersi riunire.
Oggetto: UNA SEDE IN CITTA’ PER LE LESBICHE, NON POSSIAMO
PIU’ ASPETTARE
Noi, socie del Circolo Lesbico Drasticamente di Padova,
abbiamo preso la decisione di scrivere questa lettera aperta
per rendere pubblico e visibile un problema che ci affligge
da anni e che è anche una questione mai risolta
dall’amministrazione locale: quello della disponibilità di
una sede fornita dal Comune per la nostra associazione.
Riteniamo che dopo l’assegnazione al Circolo Arcigay
Tralaltro di una sede del Comune, sia giusto e doveroso che,
a questo punto, sia assegnata una sede anche alla nostra
associazione in base ad un principio basilare di pari
dignità ed indipendentemente da ogni tipo di appoggio
politico all’interno del Consiglio Comunale.
Ci preme sottolineare che questa richiesta non spunta oggi
dal nulla: sono ormai 15 anni che le lesbiche di Padova si
battono per poter ottenere uno spazio dal Comune, fin da
quando si costituì l’Arcigay Donna nei primi anni Novanta
all’interno dell’Arcigay con sede in Via Zabarella, “ospiti”
dell’ARCI, quando fu fatta domanda per una sede
all’Assessora Boldrin senza ottenere nulla. Da quel momento
in poi ci siamo viste costrette a cambiare sede più volte
e a ritagliarci degli spazi limitati in contesti misti gay e
lesbici: da Via Zabarella a Via Dante, e da Via Dante alla
sede dell’ASU in Via Santa Sofia, quando si costituì
Arcigay-Arcilesbica. In seguito alla separazione delle due
associazioni, Arcigay e Arcilesbica, abbiamo dovuto
trasferirci presso altre sedi fino a quella quanto mai
precaria di Via Gradenigo presso Ya Basta e Razzismo Stop,
alla quale abbiamo dovuto rinunciare l’anno scorso a causa
di una diversa destinazione d’uso dei locali che
utilizzavamo.
Due anni fa, abbiamo anche fatto richiesta di una sede al
Portello, all’interno dei progetti di ristrutturazione
della zona, ma nuovamente senza successo.
Nonostante le difficoltà logistiche, economiche ed
organizzative che questi continui cambiamenti hanno
comportato, la nostra presenza in città non è mai
mancata: abbiamo organizzato festival di musica e di teatro,
presentazioni di libri, collaborazioni con il Centro
Universitario Cinematografico e dibattiti. Abbiamo offerto
servizi e occasioni di incontro unici sul territorio per la
comunità lesbica. Abbiamo sostenuto battaglie per i
diritti umani di lesbiche e gay, inclusa la campagna che ha
portato all’approvazione in Consiglio Comunale della
“Mozione sul riconoscimento e tutela dei diritti di donne e
uomini omosessuali nel Comune di Padova” del 13 dicembre
1999 (N. 0142 di Reg.). E’ doveroso notare come a suo tempo
il Consiglio Comunale si impegnò a “combattere qualunque
forma di discriminazione nei confronti delle persone
omosessuali” (punto tre della mozione), impegno che a nostro
avviso include il principio di non discriminazione tra gay e
lesbiche e che si applica anche nel caso attuale della
necessità di avere una sede per noi.
A ciò si aggiunge la mozione sulla Giornata internazionale
per l’eliminazione della violenza contro le donne presentata
dal Consiglio Comunale il 19 novembre 2006, fra le cui
considerazioni introduttive si legge: “La violenza sulle
donne sta dentro il rapporto tra gli uomini e le donne tanto
nella loro relazione intima quanto nella scena pubblica”.
Noi riteniamo che l’assoluta mancanza di tutela da parte
dell’amministrazione padovana per la nostra associazione
possa essere letta anche come una forma di violenza.
Il percorso avviato dal Circolo Drasticamente non è stato
e non è tuttora facile: le lesbiche non godono della
visibilità, dell’indipendenza e delle risorse economiche
di cui godono molti uomini gay - soprattutto in quanto
uomini - per cultura, tradizione e divisione sessuale del
lavoro. Lavorare con e per le lesbiche significa rompere
barriere, pregiudizi e convenzioni che vogliono le donne
emarginate socialmente, economicamente e politicamente.
Inoltre, il circolo ha scelto di agire e lavorare in città
senza vincolarsi irreversibilmente con alcun partito,
mantenendo un’autonomia che è stata anche garanzia di
indipendenza e libertà.
La nostra attività è già diminuita nettamente e
irrecuperabilmente per l’assoluta mancanza di un luogo dove
riunirci, accogliere donne e ragazze e svolgere le nostre
iniziative.
A questo punto riteniamo doveroso che il Comune provveda a
darci una sede, che sia riconoscimento del lavoro svolto
fino ad oggi dalla nostra associazione e che ci permetta di
poter continuare a svolgere tale lavoro con una maggiore
tranquillità, a favore delle donne, delle donne
lesbiche, e della cittadinanza tutta.
CIRCOLO LESBICO DRASTICA..MENTE Onlus
Comment by Circolo Drastica...mente — February 5, 2007 @ 11:54 am