January 7, 2007

spritz: ovvero come NON si gestisce la cosa pubblica

Filed under: padova

 

Introdurre sinteticamente quella che è, ed è stata nel 2006, la "questione spritz" a Padova è impresa ardua. Posso solo dire che da quando studio e vivo a Padova (questo è il quinto anno) ho sempre letto sui giornali locali polemiche e critiche da parte dei commercianti, dei residenti del Centro storico, dei politici cittadini e degli stessi giornalisti sulla presenza di migliaia di giovani e studenti nelle vie del centro (con epicentro Piazza delle Erbe) nelle serate di Mercoledì e Sabato.
Sporcizia, inciviltà, non senso del limite: queste le accuse più frequenti riportate sulle pagine dei quotidiani.

Le giunta Destro e Zanonato si erano limitate, fino a Maggio 2006, a multare rispettivamente i

locali che non rispettavano gli orari di chiusura e i ragazzi del Pedro e del Gramigna che si alternavano in piazza delle Erbe con soundsystem e bevande nelle serate di maggiore afflusso.

Il 2 Maggio 2006 scoppia il caso: un’ordinanza del Prefetto, in accordo con la giunta comunale, impone la chiusura delle serrande degli esercizi pubblici del centro a mezzanotte.
I giornali danno voce alle parti in causa: da una parte l’amministrazione comunale appoggiata dai commercianti che vedevano di buon occhio la chiusura anticipata dei locali, dall’altra i baristi e le loro associazioni di categoria. Nel mese di Maggio, mese di massima affluenza nelle piazze,
si verificava puntualmente una situazione grottesca: a mezzanotte le piazze e le vie del centro erano sommerse di gente e i bar chiudevano le serrande. Così, da un momento all’altro, era impossibile recuperare qualcosa da bere o da mangiare e, soprattutto, era impossibile trovare un
bagno dove espletare i propri bisogni (visto che i bagni pubblici in piazza delle Erbe chiudono alle 23).
Ecco allora tutti a cercare un angolo dove fare pipì, con la conseguente polemica, il giorno successivo sui giornali, dei commercianti sbraitanti per le serrande "pisciate".

Alcuni baristi, sempre più infuriati per i mancati introiti causati dalla chiusura anticipata dei locali (si sa sono molto sensibili alle tematiche sociali, quando si tocca loro il portafogli…) si riuniscono nel "Comitato bar per il centro" e presentano in Comune una proposta di "trasloco
estivo" degli spritz sul lungargine del Piovego.

Apro una piccola parentesi: sappiamo tutti che la proposta poi verrà accettata e nel giro di una settimana verranno montate le casette sul Piovego. Molti non sanno forse che l’anno precedente, Maggio 2005 per la precisione, l’ASU aveva presentato all’assessore al Commercio Pieruz una
proposta per mettere un paio di chioschi prorpio sul lungargine ma dopo numerosi incontri e sopralluoghi ci fu detto che la zona non era servita per quanto riguardava acqua e energie elettrica e quindi non se no poteva fare nulla. Tempo dieci giorni e aprì la Golena in via S. Massimo… Ma questa è ancora un’altra storia di mala-gestione della cosa pubblica padovana, e ne parleremo in un’altra puntata…

Insomma, 18 Giugno 2006: lo spritz sul Piovego parte e la gente accorre. Conseguente rivolta da parte degli abitanti del Portello che non sono stati chiamati in causa nella discussione dello spostamento degli spritz e si ritrovano ogni sera migliaia di ragazzi sotto casa, con conseguente
congestionamento del traffico, parcheggio selvaggio e schiamazzo notturno.

Nel frattempo, Giugno - Luglio 2006, nella sede della Prefettura di Piazza Antenore, si assiste ad uno strano via-vai.
Il Prefetto, svolgendo il proprio ruolo di mediatore sociale, convoca nel proprio ufficio i rappresentanti delle istituzioni cittadine (Comune, Questura), delle Forze dell’Ordine, delle associazioni di categoria (AsCom, APPE, Confesercenti) più alcuni invitati interessatialla questione, nella fattispecie il Comitato bar per il centro, la curia vescovile e l’ASU, scelta dal Prefetto come riferimento per gli studenti universitari.

Partecipando ai suddetti incontri rimango stupito dal fatto che i rappresentanti dell’amministrazione comunale in quella sede fossero rispettivamente l’assessore al Commercio Pieruz e alla Polizia Municipale Carrai. Non erano presenti invece gli assessori alla cultura, alle politiche sociali e giovanili e gli operatori del Progetto Giovani. Insomma lo  spritz viene trattato meramente come una questione di ordine pubblico e non invece come un fenomeno sociale complesso che necessita di diversi attori, non repressivi, per essere studiata e gestita nel migliore dei modi.

Quindi nei mesi di Giugno e Luglio mi recavo con cadenza settimanale come rappresentante dell’ASU alle suddette riunioni dove si discuteva sul futuro degli spritz, una volta terminate la parentesi estiva sul Piovego. Infatti dal primo Ottobre la situazione sarebbe tornata quella di Maggio: forte afflusso di gente e bar con chiusura a mezzanotte. Il Comitato bar per il centro, forte della buona riuscita della proposta estiva al Portello, cercò di mettere le mani anche sullo spritz invernale presentando progetti a dir poco ambiziosi e di difficile realizzazione (Stadio Appiani).
Ma il Comune non era più intenzionato a lasciare in mano all’iniziativa di alcuni privati la gestione del fenomeno spritz a causa delle pressioni che venivano dalle associazioni di categoria (ASCOM, APPE, Confesercenti) e dai loro associati che si erano visti "scavalcati" dal comitato estivo nella gestione delle licenze.

Il Prefetto invita quindi l’amministrazione comunale in accordo con le tre associazioni di categoria e in collaborazione con la nostra associazione e a chi avesse voluto partecipare, a presentare entro i primi giorni di Ottobre un progetto attuabile in tempi brevi per far fronte alla nuova "emergenza" spritz che sarebbe scoppiata di lì a poco. Dopo aver partecipato alla prima, infruttuosa, riunione l’ASU non viene più convocata alle riunioni a porte chiuse che si terranno da ora in avanti tra Comune e Associazioni di categoria e che porterenno al nulla di fatto a cui oggi possiamo assistere.

A Novembre, infatti, sui giornali si è letta la notizia dello "spostamento degli spritz" in Fiera e precisamente all’interno del Palazzo delle Nazioni. Lo spostamento comportava la ristrutturazione del palazzo stesso con una spesa stimata intorno ai 30000 euro per la messa a norma dello stabile. Dopo un tira e molla tra baristi e amministrazione su chi dovesse accollarsi
i costi dei lavori si giunge al solito nulla di fatto. Insomma siamo a Gennaio e sei mesi di discussioni non hanno prodotto nulla. E nel frattempo sui giornali continuiamo a leggere di commercianti e residenti del centro che si lamentano della presenza in piazza di migliaia di giovani.

Concludendo, è inutile sprecare risorse per gestire situazioni problematiche se poi i diversi soggetti non pensano ad altro che al proprio orticello o a non scontentare nessuno per garantirsi qualche manciata di voti alle prossime elezioni.

L’ennesima occasione persa.

Ora chiudo veramente con la perla regalataci dall’Assessore Carrai che durante una riunione in Settembre intervenne con questa frase, che secondo lui rappresentava lo soluzione perfetta alla questione: "Tanto da Ottobre pioverà e farà freddo e la gente non andrà più in Piazza". Non si ricorda inverno più mite di questo negli ultimi 50 anni…Ben gli sta.

Ringraziamo sentitamente:
l’amministrazione comunale per il solito nulla di fatto;
ASCOM, APPE e Confesercenti perché il loro orticello lo curano bene, ma un giorno, speriamo, qualcuno ci passerà sopra con una grossa falciatrice; i DS (loro sanno perché e comunque è sempre un po’ colpa loro).

3 Comments »

  1. personalmente credo che vada riflettuto a lungo (piangendo) anche sulla miopia con cui tutta una serie di luoghi sono stati proposti per trasferirvi gli spritz, come ad esempio il plebiscito.
    ogni persona dotata di cervello sarebbe scoppiata a ridere: loro ci credevano.
    il problema per l’amministrazione non è creare un’alternativa, è solo portare di qua o di là gli spritz.
    si tratta di una classe dirigente dilettante, per usare un eufemismo.

    Comment by andrea — January 8, 2007 @ 12:20 pm

  2. Si stava tanto bene in piazza delle Erbe…

    Comment by Uno, Nessuno e Centomila — January 12, 2007 @ 11:51 am

  3. Si STA tanto bene in Piazza delle Erbe. La cosa innegabile è che spesso alternative alla piazza non ce ne sono, oltre alle solite balere. Insomma 60000 studenti e non uno straccio di proposta culturale rivolta a loro è un dato che fa riflettere.

    Comment by Administrator — January 12, 2007 @ 1:25 pm



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