January 15, 2007

petizione per l’asu /2

La petizione a sostegno dell’asu, da febbraio sotto sfratto dopo il mancato rinnovo del contratto, ha già raggiunto in pochi giorni quota 250 firme, a riprova della stima che l’associazione riscuote negli studenti e nei lavoratori che l’hanno conosciuta attraverso le sue attività e campagne, e soprattutto dell’interesse che suscita il problema degli spazi di aggregazione giovanile e studentesca a Padova, la città-ostaggio di una farsa demenziale al campari.

Ringraziamo i firmatari e vi incoraggiamo a continuare ad aiutarci diffondendo sempre di più la petizione. In particolare ringraziamo Elwood e Jake che sono in missione per conto di Dio in giro per l’Illinois alla ricerca di una nuova sede per l’associazione.

2 Comments »

  1. Vorrei dire brevemente la mia sulla questione sfratto, al momento pendente sopra la testa dell’ASU.
    Vi sono certo molti modi per inquadrare questa triste vicenda che ci riguarda un po’ tutti.
    Al momento, mi pare che il più corretto sia quello di riversare il più totale disprezzo nei confronti di quella che, di fatto, è una società immobiliare di falliti travestita da sedicente partito: i DS.
    Il sentimento che nutro di fronte ad episodi come quello che ci vede tutti coinvolti non può che essere, dunque, che ODIO, e senza tanti fronzoli.
    Prima di tutto nei confronti delle persone – i vari Zampieri, Metrangolo (Lombroso aveva ragione), Zanonato (ut supra), ZaN, o chi per essi – i quali, evidentemente, credono che ragionare (è un ipotesi per assurdo) secondo logiche di mercato (pare che le casse nazionali dei Ds non siano in ordine, vedere Report di qualche mese fa) sia un modo interessante di fare politica.
    Non appena provo ad estendere il potenziale raggio di azione di questi pseudo-politicanti a contesti lievemente più complessi, e Padova ne offre per la verità molti, non posso che rassegnarmi e portare le mani tra i capelli, indugiando in espressioni che di bizantino hanno solo il riferimento alla divinità.
    C’è infatti qualcosa di estremamente aberrante in questo sfratto dell’ASU.
    A parte la considerazione che si tratta di una conferma, e più precisamente la conferma del motto che sembra aver soppiantato la sinistra così detta moderata di Padova, e cioè non già: “la fantasia al potere”, come si diceva un tempo, quanto, piuttosto “la stupidità e l’arroganza ipocrita al non-potere”.
    A parte questo, dicevo, si tratta di un operazione che equivale, di fatto, ad una dichiarazione di guerra ad una delle realtà associative più importanti di Padova (ma direi dell’universo intero, in realtà) e con essa a tutto ciò che l’Associazione è stata in grado di dare finora e a quanto sarà ancora disposta a dare.
    Dico questo senza timore di esagerare nella valutazione dell’estensione della gravità di tale operazione, vissuta evidentemente dalla controparte, dai DS, come brillante operazione immobiliare a scapito di qualche preteso “avversario” politico, più che soggetto di riferimento per scenari di concreto attivismo sociale.
    Se le versioni che mi sono giunte sull’atteggiamento tenuto dai Ds nella vicenda sono vere, verrebbe davvero la voglia di passare alla violenza, quale unico(?) rimedio verso la stoltezza di quella che si autodefinisce “classe politica di sinistra” di Padova, ma non solo.
    Quella violenza che i Ds locali dimostrano di tenere, viceversa, in grande considerazione, quale unica forma di interloquire (si considerino, al di là delle vane affermazioni dei vari esponenti, i reali atteggiamenti di servilismo di fronte alle frange più estreme della c.d. sinistra padovana) che essi sembrano temere e quindi rispettare.
    La vicenda dello sfratto dimostra che dietro il vuoto richiamo alla legge o a presunte scadenze contrattuali (che in astratto, in un mondo in cui il nome delle cose corrisponde alla sostanza, andrebbero viceversa rispettati) c’è invece la volontà, debole, di mascherare l’unico metro di riferimento conosciuto da quelle brutte facce: il profitto, o meglio, meno poeticamente, il proprio tornaconto personale. (– continua – )

    Valentino Peterle

    Comment by Valentino Peterle — January 16, 2007 @ 8:10 am

  2. sei fuoooriiii!!! Rispetto all’associato Peterle. Il vetriolo è il tuo mestiere!

    Comment by matteo — January 19, 2007 @ 2:40 am



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