January 16, 2007

Diritto di replica

Filed under: sfratto

 

Oggi vi facciamo sentire anche l’altra campana. Una studentessa di Scienze, dopo aver letto questo blog, ha scritto una mail ai DS, chiedendo delucidazioni. Il tesoriere Metrangolo le ha risposto, e lei ci ha fatto avere la mail, che copiamo qui sotto, dato che lo stesso Metrangolo invita la studentessa a diffonderla.

Cara Silvia, per quanto riguarda la vicenda della permanenza dell’ASU nella nostra sede di via Santa Sofia, ti do volentieri alcune precisazioni.

1)Il nostro Partito è uno dei pochi – forse l’unico – ad avere ancora alcune sedi in città e in provincia; queste sedi vanno mantenute, curate, ristrutturate per assicurare un vero radicamento territoriale, per essere un Partito vero e non solo sulla carta. La ex sede ASU non viene nemmeno sfiorata da lavori di ristrutturazione dal lontano 1989 e, quindi, è una sede fortemente trascurata: non ci è più possibile mantenere questo stato di cose. Tutti i nostri 4.000 iscritti – molti dei quali hanno materialmente costruito con il loro lavoro le nostre attuali sedi DS – ci chiedono di mantenere e valorizzare questo patrimonio, non di lasciarlo deperire per non disturbare chi lo utilizza.

2)Ti faccio anch’io una domanda: è mai possibile che, per garantire l’ESISTENZA di una associazione come l’ASU, i DS debbano, di fatto, continuare a finanziare questa associazione? Perché, in buona sostanza, attraverso un affitto da circa vent’anni PIU’ CHE AGEVOLATO (gli attuali 310 euro al mese per circa 200 mq sono OBIETTIVAMENTE POCHI PER CHIUNQUE), non abbiamo fatto altro che finanziare concretamente un’associazione studentesca (anche in anni recenti in cui – politicamente – abbiamo avuto posizioni diverse; ma questo non l’abbiamo mai fatto pesare perché il problema, per noi, è stato finora di ordine economico e non politico. Ora, ovviamente, le cose sono cambiate e non per nostra volontà) .

3)Riteniamo, inoltre, che un’associazione seria di debba porre il problema di mantenere un AUTOFINANZIAMENTO adeguato a svolgere la propria attività: in pratica, nel caso dell’ASU, un sistema che le consenta anche di pagarsi una sede, se pure a prezzi agevolati. Prova a chiedere alle oltre mille associazioni registrate all’albo del Comune di Padova come si mantengono. Inoltre c’è anche da sottolineare che una volta – più o meno fino alla presidenza di Matteo Villa – il bilancio dell’ASU non era affatto negativo. Dovesti, quindi, chiedere ai dirigenti che gli sono succeduti dove sono finite improvvisamente tutte le risorse accumulate in molti anni di attività.

4)Noi abbiamo sempre ripetuto agli esponenti dell’ASU che la nostra posizione non nasceva dalla volontà di “affossare l’associazione” . Per questo motivo abbiamo prospettato loro alcune alternative tra cui l’affitto di un’altra nostra sede completamente nuova, di circa 100 mq, con una grande vetrina molto visibile in via Loredan (sottolineo, quindi, al Portello – in piena zona universitaria – visibile da migliaia di studenti… non proprio nascosta!): anche questa proposta è stata rifiutata.

A questo punto, quindi, all’ASU rimane solo il trasloco da via Santa Sofia.

Grazie per averci dato la possibilità di spiegarti tutte le nostre ragioni. Spero, come ci hai chiesto, di averti dato delle risposte esaurienti e confido nel tuo impegno a diffonderle tra gli studenti universitari che conosci. Se hai altre questioni da porre scrivici pure e ti risponderemo senza problemi.

Cordiali saluti

Il tesoriere DS
Salvatore Metrangolo

5 Comments »

  1. hanno continuato a cambiare le carte in tavola: prima ci si accordava per un aumento facendo lavori con l’asu dentro, poi hanno detto “tocco blu non vale più” e si doveva andare futoi per i lavori e pagare 1200 euro poi hanno toccato blu ancora e si rimangiavano anche qell’accordo dicendo che avevano ricevuto un offerta migliore…

    Comment by Simone — January 16, 2007 @ 7:27 pm

  2. 1)Tutti i nostri 4.000 iscritti – molti dei quali hanno materialmente costruito con il loro lavoro le nostre attuali sedi DS – ci chiedono di mantenere e valorizzare questo patrimonio, non di lasciarlo deperire per non disturbare chi lo utilizza.
    NON MI PARE CHE L’ASU ABBIA LASCIATO DEPERIRE LO STABILE IN CUI, IN MOLTI ANNI, HA SVILUPPATO TUTTA LA SUA VITA IN QUANTO ASSOCIAZIONE. EPPOI:SE, COME ABBIAMO FATTO, VOGLIAMO FARLA FUNZIONARE, E’ CHIARO CHE NON DOVREMMO ESSERE DISTURBATI…
    2)PROPORRE UN AFFITTO AGEVOLATO VUOL PER CASO DIRE FINANZIARE?
    3)COME GIA’ DETTO, L’ASU VIVE DI AUTOFINANZIAMENTO QUINDI LA REPLICA NON SERVE NEMMENO
    4)IL GIOCO DELL’ATTIRARE CON LA CAROTA PER DARE IL BASTONE (ERA COSI’ IL PROVERBIO?)

    Comment by Valeria — January 16, 2007 @ 8:57 pm

  3. Ciao Silvia,
    non voglio renderti conto di quanto avvenuto dopo la presidenza ASU di
    Villa perchè non mi compete ma voglio aggiungerti alcune precisazioni
    in merito a quanto fatto politicamente da Il Sindacato degli Studenti
    in questi ultimi anni per favorire il sostegno al radicamento e al
    finanziamento senza poi chiedere nulla in cambio:
    ospitalità per ISF, SISM, GREENPEACE, ARCIGAY, SINUSIA (Gruppo
    informatici) solo per citarne alcuni alcuni di questi sono nati da
    poco o sono nati anche grazie all’offerta di uno spazio dove riunirsi.
    A molti altri che erano nelle medesime condizioni non è mai stata
    negata l’ospitalità.
    ristrutturazioni: dopo Villa negli ultimi anni in termini di
    ristrutturazione sede si è avuto a spese e grazie al volontariato
    dell’associazione e de Il Sindacato degli Studenti: la ripittura , il
    rifacimento dell’impianto luci, la realizzazione di una sala prove, la
    realizzazione di una camera oscura, la ristrutturazione del bagno, la
    realizzazione di una struttura informatica accessibile a tutti e la
    sua ristrutturazione. Io nell’89 data che loro citano ero alle
    superiori e non frequentavo l’associazione studenti universitari forse
    però chi si deve aggiornare e mantenere contatto e radicamento con il
    territorio e l’associazionismo mostra limiti nel suo operato non
    ricordando quanto è avvenuto in anni neanche troppo recenti.
    In termini di finanziamenti: il Sindacato degli Studenti ha promosso e
    realizzato il SSF i cui proventi sono sempre stati riutilizzati oltre
    che per attività benefiche di cooperazione internazionale (sostegno ad
    orfanotrofi, etc.) a garantire i pagamenti degli affitti anche per le
    associazioni sul nascere che ospitava e le attività che offriva
    gratuitamente o mero costo simbolico agli studenti: accesso ad
    internet, sala prove, camera oscura.
    Questo per semplicemente farti presente l’assoluto cambio di tono e di
    scenario che segna le differenze con i DS cui loro stessi accennano
    nella loro mail di risposta a te.
    Noi non abbiamo mai offerto per avere, non abbiamo mai finanziato per
    rivendicare meriti, per avere radicamento territoriale ma per favorire
    il sorgere di esperienze di socialità, di volontariato di altruismo.
    Ecco la divergenza di percorsi.
    Noi per realizzare i SSF che davano opportunità ci siamo infilati
    anche in liti di giunta di centro destra per rivendicare l’utilità di
    fenomeni di socializzazione e di veicolazione del non profit. Andando
    a sostituirci e a “parare” anche sconfitte dell’ARCI N.A. nelle
    trattative con il comune per la realizzazione di eventi del genere.

    L’omesso da parte dei DS locali non si limita agli ultimi 18 anni di
    vita di una associazione (il tempo cioè che ci vuole per un infante
    per diventare maggiorenne) ma prosegue quando citano di trattative su
    via Loredan ed omettono che queste sono sedi ANPI e quanto negoziano
    per l’affitto.
    E qui la divergenza è sullo stile: da una parte chi vuole vi sia
    trasparenza per la partecipazione dall’altra di chi vuole vi sia
    partecipazione senza trasparenza (che al mio paese si chiama fidelismo).

    Vorrei concludere poi con una osservazione in merito alla lungimiranza
    politica di chi offre ad una associazione che nel tempo è cresciuta
    sino ad ospitarne di nuove una sede di 100mq contro i circa 200mq
    esistenti. Questo mostra infatti quanto sia palese la voglia di
    radicamento territoriale (nascondessero la testa sotto la terra
    sarebbe il modo migliore con il quale potrebbero conquistarlo).

    Concludo che fortunatamente il mio trascorso con i DS è sempre stato
    critico. Oggi che sono altrove posso aggiungere che il problema è in
    primo luogo della “dirigenza” DS di Padova troppo tecnocrate e poco
    politica. Fortunatamente in altre parti di Italia i punti di contrasto
    con i DS possono essere più miti ma solo perchè cambia
    considerevolmente l’autorevolezza e la capacità di chi vi lavora.

    Da un non tesserato DS. I miei non cordiali, ma sinceri, saluti.

    Giovanni Di Falco

    PS: ad oggi i sottoscrittori della petizione sono oltre 400 considerata la proposta lungimirante di circa 100mq vuol dire che al momento per il radicamento si offrono circa 0,25mq a persona. Però! Non è un pò troppo? Se poi l’affitto è a 1200 al mese credo che il calpestio di simili solai forse potrebbe darvi ragione del prezzo avanti così DS di Padova!

    Comment by Giovanni Di Falco — January 17, 2007 @ 2:42 pm

  4. vorrei solo aggiungere una cosa a tutti i commenti fatti fino ad ora, ed é questa:
    quando ho inviato la mail all’indirizzo che nel sito internet figurava come ds, non ho chiesto esattamente il perché dello sfratto, ho chiesto soltanto come potessero usare le patole democratici e di sinistra per descriversi, anche alla luce di questi fatti (ma per quanto mi riguarda non solo). nel p.s. c’é la lettera per intero. il fatto é che nella risposta non hanno nemmeno accennato alla parola democrazia o sinistra, hanno candidamente e semplicemente spiegato come si amministri un azienda. sembrano un po’ i bambini a scuola che quando non sanno la risposta ad una domanda, cambiano domanda.

    silvia (che chiaramante tutto é fuorché tesserata ds, ma che si ride un sacco quando la pigliano per quello che non é)

    p.s.:come promesso ecco la mail che avevo inviato in origine a loro, e a cui hanno risposto quello che avete letto
    …una volta credevo che ds significasse democratici di sinistra
    poi ho visto che la sinistra per voi significa solo la poltrona (e quindi
    cercare in qualunque subdolo e sconsiderato modo i soldi per la propaganda).
    successivamente mi sono resa conto che la democrazia, per come la intendo
    io, ovvero possibilita’ di partecipazione attiva da parte della cittadinanza
    (e quindi anche degli studenti) non é certo il vostro scopo.
    vorrei che mi spiegaste chiaramente, poniamo come se fossi una studnete
    ingenua che non capisce le cose, cosa significhi per voi la sigla ds dopo
    aver reso impossibile la permanenza in via santa sofia dell’asu.
    e, in quanto cittadina votante, pretendo una pronta risposta esauriente.

    Comment by silvia — January 17, 2007 @ 3:59 pm

  5. il vero problema degli amici di ds, è che non potendo più dire nemmeno fare “cose di sinistra”, non ci credono più alle tesi del simpatico marx(come biasimarli del resto), non capiscono più che senso ha il loro esistere nel triste panorama della poltica italiana, e quindi cosa fanno?

    guardano verso il colle, per la verità verso tutti i colli, quelli di mosca ormai sono troppo lontanti, rimangono quelli romani, e si sa che roma (oltre a essere ladrona), ospita una vera e forse la più perfetta istituzione efficiente del mondo.
    scusate, mettetetevi nei panni di un diessino qualunque, è ovvio che sente il fascino della “perfezione”, del bianco puro e rosso porpora.

    i diessini vivono questo periodo post muro di berlino come quelle prostitute in attesa di clienti nuovi, si sa, la vita è dura, il denaro si guadagna con sudore.

    cordialmente

    Comment by paolo — January 17, 2007 @ 6:03 pm



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