April 13, 2007

Ritorno alla ragione

Filed under: attività

Nell’epoca della disponibilità illimitata di informazione di massa divoriamo e interiorizziamo statistiche, scoperte e teorie come fossero “scienza” con una sete acritica e ingenua, configurando la nostra come un’epoca scientista e tecnicista, ma priva di una riflessione profonda sui fondamenti stessi della conoscenza.

Ritorno alla Ragione è un ciclo di tre conferenze dedicate al confronto culturale tra aree del sapere distanti (fisica, biologia, psicologia, filosofia) ma unite da una riflessione sulle proprie metodologie di ricerca.

Prendendo ispirazione da una raccolta di saggi di K.P.Feyerabend e ribaltandone il titolo, vogliamo far riflettere sull’attuale tendenza ad un graduale scivolamento nell’irrazionalità e nell’irragionevolezza e ribadire l’importanza del metodo scientifico nella produzione della conoscenza.

 

PROGRAMMA DELLE CONFERENZE 

Martedi 17 aprile, ore 10.30 - aula 2C via Venezia 12/2

Sadi Marhaba (Psicologia, Università di Padova)
     Perché la psicologia comunica poco con la fisica?
 
Claudio Garola (Fisica, Università di Lecce)
    Un esempio di interdisciplinarità: i fondamenti della meccanica quantistica.


Mercoledi 18 aprile, ore 10.30 - aula EF8 via Venezia 13

Giorgio Turchetti (Fisica, Università di Bologna)
     Complessità: dalla fisica alle scienze della vita.
 
Gian Piero Turchi (Psicologia, Università di Padova)
     La riflessione epistemologica come criterio di scientificità.

Gianni Tamino (Biologia, Università di Padova)
     Considerazioni sulle basi epistemologiche della Biologia.

Giovedi 19 aprile, ore 16.30 - aula 2A via Venezia 12/2

Giulio Peruzzi
(Storia della Scienza, Università di Padova)
     Il primato epistemologico delle scienze esatte.

Giuseppe Ferraro (Filosofia della Scienza, Università di Napoli Federico II )
    Il metodo scientifico: criticità e prospettive.

 

 DA USCITA DI SICUREZZA, APRILE 2007

Meriterebbe attenzione solo perché non si chiama Scientificamente come altre migliaia di manifestazioni, cineforum, giornali e attività culturali i cui ideatori al culmine della loro genialità hanno dato nome approssimando il soggetto al più vicino avverbio e così formando il tremendo gioco di parole: Scientifica-Mente.

La Nostra si chiama Ritorno alla Ragione (sottotitolo: Ragionevolmente), non è il quarto e definitivo episodio della saga in cui Doc Christopher Lloyd (alias Edward Witten) torna finalmente in sé ed ammette di essersi sognato tutto, compreso il flusso canalizzatore a forma di pretzel o di stringa. È bensì un ciclo di conferenze il cui nome rappresenta un tentativo di ribaltamento dialettico del titolo di una raccolta di saggi di K. P. Feyerabend, “Addio alla Ragione”. A malincuore dopo aver imparato la logica ma non altro dal prezioso volume, ci tocca dar fuoco alle vesti del nostro (cattivo) maestro – ci dispiace più che altro per il maglioncino di lana grezza che indossava per darsi arie da anarcoide durante le passeggiate al campus di Berkeley col pensiero rivolto solidalmente agli operai di Di Vittorio in giacca e cravatta. Si lo so che l’“anarchico” Karl è mille volte più affascinante di quel rompiscatole pedante di Karl, ma bisogna dire che se ha avuto più fortuna dei suoi colleghi è in buona misura perché è sopravvisuto loro.

Comunque aveva davvero capito tutto. Dopo le glorie della rinormalizzazione delle teorie di campo, il bianconiglio che consente ai fisici teorici di sbarazzarsi dei risultati incoerenti della teoria sostituenoli con calcoli ad hoc tirati fuori dal cilindro, era salito sul vittorioso carro carnascialesco del Modello Standard che nel corso degli anni ha ospitato ospiti illustri come le correnti deboli e i neutrini oscillanti, ospiti ignoti ma decisamente più carismatici come il bosone di Higgs, e altre decine e decine di ipotesi dadaisticamente generate per controintuizione, come selezionando a caso da un dizionario. Alla lettera S del libro dei nomi era venuto fuori SUSY, e dall’acronimo alle estremità si è deciso di studiare la Super Symmetry, un matrimonio alla cieca visto che la sposa non si è mai mostrata, ma chisseneimporta, tanto Popper è gia sepolto e la scienza non procede più per falsificazioni, ma per mistificazioni. Anche un tempo le teorie fantasiose o semplicemente sbagliate non mancavano, non è diverso oggi da ieri. Ma mentre per fortuna Tolomeo, Lombroso e soci sono stati superati e annichiliti da teorie alternative grazie al confronto con l’esperienza, qui si stenta a superare l’impasse con il nuovo metodo fantascientifico.

Vedete quindi che per le materie scientifiche non è tanto meglio che per quelle umanistiche. La “nuova alleanza” decantata da Prigogine passa anche attraverso le brutture metodologiche. Nel caso poi delle materie umane è fin troppo facile polemizzare guardando alla trasmuatzione scientista dei nomi delle nostre Facoltà: Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione, Scienze Psicologiche. Scienze e Tecnologie per la Moda. Manca solo Scienze dell’Arte, Musica e Spettacolo. Ma perché questi signori ci tengono tanto a chiamarsi scienziati? Per carità lo sono, nel senso che nel loro settore sono esperti, sciunt. Ma allora si svaluta la parola e qualcuno che segue il metodo scientifico, che non manca neanche tra gli umanisti, dovrà inventarsi nuovi epiteti per definirsi, metodologisti, analisti (mai!), boh! Un po’ come con le parolacce, usandole troppo perdono il loro valore. Vernacola volant!

È sul rapporto con il potere che Karl ci ha trasmesso tante cose utili sull’indipendenza della scienza dalla politica. Ma che dire dell’indipendenza della politica dalla scienza, is that good? È davvero bene che i legislatori decidano su questioni cruciali in base al parere di organi anch’essi politici, se non ad una propria credenza personale, piuttosto che confrontando tesi diverse su un piano scientifico? Una volta almeno c’erano le scuole di partito, per quanto ideologiche formavano i nostri governanti con un carico consistente di conoscenza tecnica delle questioni sul tavolo. Ora i politici hanno sciolto questi inutili legacci e possono permettersi di legiferare senza il necessario uso della ragione, e di legiferare anche su questioni prettamente scientifiche o con pesanti impatti naturali come OGM, Global Warming, Energia Nucleare, Alta Velocità, missioni spaziali, allunaggi mediatici, lunatismi scientisti e relativi finanziamenti alla ricerca.

D’altra parte chi controlla i controllori? Se sono i controllati stessi tramite peer-review, è facile immaginarsi che qua e là avvengano dei cortocircuiti, e se il sistema non è sufficientemente complesso da andare in omeostasi può succedere che la famosa farfalla sbattendo le ali provochi la fama dell’uno e l’infamia dell’altro. L’ossigeno dei finanziamenti alla ricerca provvederà ad aumentare l’incendio. Vedetela come una profezia: tra dieci anni si potrebbe parlare di stringhe come di frenologia e di fusione fredda come di evoluzione, ammesso che questa regga ancora a lungo. Ma non certo in virtù del ritrovato metodo scientifico, è solo questione di mode.

Siamo dunque alle nostre conferenze, di cui sotto il programma. Sette interventi per confrontare le conoscenze umane con le conoscenze naturali e per interrogarsi sulle proprie metodologie di ricerca e sul senso del metodo scientifico oggi. Un piccolo passo per l’uomo che salirà sul palco, un passo indietro per l’umanità in fronte, indietro nel tempo, avanti tutta!

2 Comments »

  1. Complimenti per l’iniziativa. La conferenza è stata molto interessante e personalemente ha aperto nuovi passaggi tra questi due mondi che sono la fisica e la psicologia. Purtroppo le grandi domande da milioni di dollari come è giusto che sia, rimangono senza risposte, ma dopo tutto forse è giusto così. Le influenze degli osservatori sulle ricerche e sulle metodologie, il rischio di trovare ciò che si vuole trovare, la calcificazione del proprio pensiero ecc..ecc..sono sempre in agguato. Ci vengono in aiuto forse con spunti interessanti la filosofia e l’epistemologia, ma alla fine forse non si fa altro che incrementare i punti interrogativi. Che bello!!! Tanti dubbi e poche, forse nessuna certezza!E le ipotesi?..confermarle, falsificarle…una sorta di accanimento terapeutico contro la conoscenza? Forse la realtà ultima non esiste, o forse si..qua ci si perde tra mille teorie e dibattiti che servono forse a mettere ancora più carne al fuoco..mmhh..buonaa!! Forse l’unica via è rassegnarsi a vivere nell’incertezza, al confine tra gli 1 e gli 0 del sistema binario…vagare qua e là senza calcificarsi troppo su certe idee. Peccato per la tecnicità di certi discorsi e riferimenti alla meccanica quantistica che la rendono difficile da masticare per chi la conosce poco, ma in ogni caso, nuovi spunti di riflessione e nuove sfide all’orizzone per noi giovani studenti e non si mostrano..e chissà che qualcosa di buono salti fouri dal cilindro magico..

    Comment by jota — April 17, 2007 @ 3:28 pm

  2. grazie jota, nel frattempo abbiamo aperto uno spazio per le discussioni su queste tematiche su ritornoallaragione.blogsome.com, sul quale ho anche copiato il tuo messaggio, ci rivediamo lì

    Comment by Administrator — April 18, 2007 @ 9:37 pm



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