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“Asu: le multe non ce le paga l’Ikea”
“Piazza idea esperienza da ripetere, altro che flop”
L’Asu replica alla querelle nata su un quotidiano locale, che definiva Piazza Idea un flop. “Basta parlare con gli studenti e gli esercenti della piazza per capire che l’iniziativa ha avuto successo. In secondo luogo non si spiegherebbe perché le persone presenti sarebbero state 50 alle 11e29, moltiplicandosi miracolosamente 1 minuto dopo, con l’arrivo del DJ del Pedro in piazza delle Erbe. Invitiamo i giornalisti a venire sul campo per prendere parte Mercoledì 27 Febbraio ad una bellissima serata di creatività e partecipazione.”
L’Asu interviene anche sulla polemica innescata dai ragazzi del Pedro a proposito di “Piazza Idea”, progetto di riqualificazione dei mercoledì in piazza a cui aderiscono Arci, Asu, Eurocare Italia, Legambiente e Studenti Per. Il finanziamento da Palazzo Moroni va a copertura delle spese che l’Associazione affronta per realizza il progetto, il tutto con la massima trasparenza. E’ inaccettabile che qualcuno abbia voluto strumentalizzare questa iniziativa. Noi purtroppo le multe le abbiamo sempre pagate. Al Comune chiediamo se esiste un ufficio comunale deputato all’estinzione o al rimborso delle multe, dato che sembra che siamo gli unici a pagarle.
In risposta alle accuse dei disobbedienti, l’Asu precisa anche di non avere nessun rapporto organico con partiti politici od organizzazioni sindacali. Semplicemente delirante è poi l’accusa di prendere soldi dall’Ikea: confondere uno spettacolo teatrale, in cui si decantava ironicamente il catalogo Ikea, con una forma di inserzione pubblicitaria a pagamento è quantomeno demenziale. Oltretutto dimostra la poca attenzione prestata dai disobbedienti ai contenuti portati in piazza dai molti studenti che hanno approfittato di questo spazio di libertà espressiva. D’altro canto era culturalmente più alto sparare musica ska per celebrare, come ha fatto lo speaker del movimento, la rivoluzionaria e antimperialista festa di San Valentino.
Assurda, secondo l’Asu, anche l’accusa di «proibizionismo»: «Non vogliamo certo vietare a nessuno di stare in piazza fino a tardi. Ci basta mostrare un’alternativa: stare in piazza per l’aperitivo, magari ascoltando un po’ di buona musica, e poi pensare alla possibilità di andare altrove, in uno dei circoli Arci cittadini e, perchè no, magari anche al Pedro.»
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