Una modesta proposta per l’assalto al cielo
Siamo studenti universitari. Viviamo nelle case dello studente e in appartamenti condivisi, oppure prendiamo tutti i giorni i trasporti pubblici per raggiungere la città, quando non ci arrischiamo a muoverci in bici, asfissiati da Suv e polveri sottili. Frequentiamo le lezioni, riempiendo le aule oltre ogni limite di dignità. Ci presentiamo agli esami, e quando va bene li passiamo. Paghiamo le tasse, i libri, i trasporti e, se siamo proprio fortunati, ci mettiamo in coda tra gli idonei che, prima o poi, quando gli dei vorranno, riceveranno una borsa di studio. Quando possiamo, studiamo, sperando che ci aiuti a costruirci una coscienza critica e un futuro soddisfacente. Nella migliore delle ipotesi, impariamo pure qualcosa. In ogni caso, riempiamo la città con la nostra esistenza quotidiana, animandola socialmente, culturalmente e, perché negarlo, anche economicamente.
In questi anni, insieme a tanti altri, siamo stati tra i protagonisti della vita civile di questo paese: sono passati 17 anni dalla primavera dei diritti contro le mafie, 15 dalla nascita dei sindacati studenteschi, 10 dai primi passi del popolo di Seattle, 8 dal primo Forum Sociale Mondiale e dalle piazze infuocate di Genova, 7 dalla lotta in difesa dell’articolo 18 e dal Forum Sociale Europeo di Firenze, 6 dall’opposizione popolare alla guerra in Iraq, 4 dal movimento anti-Moratti del 2005, e appena qualche mese dalla nascita dell’Onda.
Insieme ai nostri compagni studenti medi, dottorandi, ricercatori, accademici, lo scorso autunno, abbiamo riempito le piazze, abbiamo discusso nelle università e nelle scuole occupate, abbiamo bloccato i centri di ricerca e i nodi delle realtà cittadine, aprendo una vertenza collettiva per un futuro non più precario, ma degno ed eguale per tutti.
(more…)






















