Sabato 12 marzo è stata indetta in tutta Italia una manifestazione di sostegno alla scuola pubblica, un appello lanciato da un ampio numero di associazioni, organizzazioni, sindacati e partiti. Anche a Padova è prevista una manifestazione in tal senso, alle ore 15.00 in Piazza Antenore, a cui il Sindacato degli Studenti e l’Associazione Studenti Universitari hanno deciso di partecipare, nonostante le perplessità per un’iniziativa così costruita.
Siamo contenti del risalto dato al tema, per noi vitale, della scuola pubblica, ma ci chiedamo dove tutti questi soggetti, o almeno una buona parte di essi, fossero quando la mobilitazione studentesca di questi anni, e in particolare di questo autunno-inverno, portava avanti la lotta contro la privatizzazione della conoscenza e del sistema di istruzione pubblica.
Bisogna inoltre ricordare a questa classe politica, la stessa classe politica che negli anni ha sottratto miliardi all’istruzione, ha votato la legge Gelmini, e che ora tuona contro la demolizione della scuola pubblica, come non si possa aspettare l’ennesima sparata del Presidente del Consiglio per fare del sapere pubblico un proprio cavallo di battaglia, ma che questo tema necessiti di volontà, impegno e coerenza costanti. Abbiamo quindi una serie di quesiti da rivolgere al nostro “bellissimo” mondo politico nazionale:
I nostri istituti cadono a pezzi, il 50% delle scuole non è a norma, solo con un piano di investimenti per 14 miliardi di euro si potrà risolvere il problema dell’edilizia scolastica. Ti impegni a votare in Parlamento l’adeguato finanziamento della legge 23/96 per la messa in sicurezza degli edifici scolastici?
Il diritto allo studio nel nostro paese è inesistente. Da anni chiediamo una legge quadro che stabilisca i livelli essenziali delle prestazioni e adeguamenti finanziamenti alla Regioni per garantire a tutti gli studenti, come sancito dalla Costituzione, borse di studio, trasporti e servizi. Ti impegni a promuovere in Parlamento questa legge?
Molti studenti sono inseriti in percorsi di alternanza scuola-lavoro e stage senza alcun diritto, tutela o garanzia di qualità di questo canale formativo. Ti impegni a votare in Parlamento uno statuto dei diritti degli studenti in stage, per garantire che si tratti di un vero percorso di formazione e non di semplice manodopera gratuita per le imprese?
Nel 2000 il centrodestra e il centrosinistra hanno votato insieme la legge di parità che permette alle scuole private di accedere a finanziamenti sottratti alla scuola pubblica. Ti impegni ad abrogare questa legge, riconoscendone la deriva che ha avuto soprattutto negli ultimi anni?
L’autonomia scolastica, invece di produrre protagonismo, partecipazione e qualità della didattica, ha prodotto dirigismo e autoritarismo. Sei disposto a votare in Parlamento una Carta dell’autonomia per garantire reale partecipazione alla vita scolastica da parte degli studenti e delle studentesse?
Nel 2008 sono stati tagliati 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, circa il 6% del suo bilancio. Gli effetti di questi tagli sono devastanti: scuole chiuse il pomeriggio, mancanza di strumenti didattici, carenza anche degli accessori più banali come gessetti e carta igienica: saresti disposto a tagliare le spese militari per finanziare una didattica di qualità?
Sono circa 700 mila gli studenti migranti nelle scuole pubbliche italiane. Saresti disposto a votare un piano straordinario per garantire l’integrazione di questi studenti con programmi di scolarizzazione ad hoc?
L’Italia è il fanalino di coda in Europa per il tasso di dispersione scolastica: ha una media del 20% con picchi del 30% in regioni come Veneto e Calabria. Cosa faresti per limitare questo fenomeno?
A scuola l’unica religione che si insegna è la religione cattolica. Saresti disposto a votare un provvedimento, nel rispetto della laicità dello stato, finalizzato a una scuola che insegni storia delle religioni?
In questi mesi abbiamo riempito le piazze e le strade con manifestazione e cortei, siamo saliti sui monumenti, abbiamo occupato scuole e università, rivendicato un futuro di dignità, libero dalla schiavitù della precarietà e dall’obbligo dell’emigrazione. Che soluzioni proponi come alternativa alla fuga?
Tutte queste domande, e molte altre, contribuiscono allo spirito con cui ci apprestiamo a partecipare alla manifestazione di sabato, sperando che d’ora in poi la battaglia per la salvaguardia della scuola e del sapere pubblico, non sia una bandiera da sventolare solo in singole occasioni (ancor peggio se per fini puramente riconducibili alla raccolta dei consensi), ma sia invece un’idea fondamentale dell’azione politica nonché patrimonio comune delle coscienze di tutti.