
Novembre 2005
L’ASU riceve la lettera che annuncia la volontà da parte del partito dei Democratici di Sinistra di
non rinnovare il contratto di locazione oltre il 1 gennaio 2007. Seguono consultazioni interne all’associazione, si decide di contattare il locatore, il quale afferma di voler procedere a parziale ristrutturazione dell’immobile. L’associazione conduttrice interpreta la risposta come "vogliamo aggiornare sostanzialmente il canone di affitto, usando l’escamotage di una parziale messa a nuovo dell’immobile". Si decide di attendere il nuovo anno per trattare sulla base dei dati raccolti.
Maggio 2006
Una delegazione dell’Associazione Studenti Universitari composta dall’attuale presidente Simone Fogliata e dall’ex presidente Andrea Ragona incontra il tesoriere dei Democratici di Sinistra, Salvatore Metrangolo, e il precedente tesoriere del partito, Fabio Rocco. Questi ipotizzano un raddoppiamento del canone mensile d’affitto come verosimile condizione per il rinnovo del contratto per altri sei anni. Di comune accordo le parti si danno reciproco appuntamento a dopo la pausa estiva.
NB: il canone d’affitto prevedeva fino al 2006 la corresponsione di 310 euro mensili:
la proposta dei diesse targata maggio prevedeva dunque un canone di 5/600 euro. br> La notizia genera una certa apprensione all’interno del consiglio direttivo dell’associazione, apprensione dovuta ovviamente alla scarsità di risorse a disposizione.
Ottobre 2006
Riprendono le trattative: il presidente Simone Fogliata e il tesoriere Matteo Carrara si incontrano con Umberto Zampieri, segretario cittadino dei democratici di sinistra e il tesoriere Salvatore Metrangolo. Si riprende il discorso lasciato interrotto a maggio: la delegazione ASU parte con la missione di trattare sul prezzo ipotizzato a maggio, in modo da non sballare completamente i conti dell’associazione. Tornano completamente sconvolti: la richiesta dei diesse targata maggio è ormai un piacevole ricordo,
la nuova richiesta del locatore targata novembre si attesta sui 1200 euro! L’associazione tutta resta di sasso e chiede a presidente e tesoriere delucidazioni: la richiesta appare spropositata. Nella sostanza il partito ha deciso (finalmente!!!) e ora pretende un affitto a prezzo di mercato e su questa posizione appaiono inamovibili.
La nuova situazione appare incredibile ai più, si decide di fissare un ulteriore incontro per indagare auspicabili margini di trattativa. Viene offerta dal partito, per via telefonica,
un’alternativa all’attuale sede, in zona Camin. Educatamente l’associazione respinge l’offerta per ovvi motivi.