UNIVERSITOPOLY - IL VIDEO!
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Siamo studenti universitari. Viviamo nelle case dello studente e in appartamenti condivisi, oppure prendiamo tutti i giorni i trasporti pubblici per raggiungere la città, quando non ci arrischiamo a muoverci in bici, asfissiati da Suv e polveri sottili. Frequentiamo le lezioni, riempiendo le aule oltre ogni limite di dignità. Ci presentiamo agli esami, e quando va bene li passiamo. Paghiamo le tasse, i libri, i trasporti e, se siamo proprio fortunati, ci mettiamo in coda tra gli idonei che, prima o poi, quando gli dei vorranno, riceveranno una borsa di studio. Quando possiamo, studiamo, sperando che ci aiuti a costruirci una coscienza critica e un futuro soddisfacente. Nella migliore delle ipotesi, impariamo pure qualcosa. In ogni caso, riempiamo la città con la nostra esistenza quotidiana, animandola socialmente, culturalmente e, perché negarlo, anche economicamente.
In questi anni, insieme a tanti altri, siamo stati tra i protagonisti della vita civile di questo paese: sono passati 17 anni dalla primavera dei diritti contro le mafie, 15 dalla nascita dei sindacati studenteschi, 10 dai primi passi del popolo di Seattle, 8 dal primo Forum Sociale Mondiale e dalle piazze infuocate di Genova, 7 dalla lotta in difesa dell’articolo 18 e dal Forum Sociale Europeo di Firenze, 6 dall’opposizione popolare alla guerra in Iraq, 4 dal movimento anti-Moratti del 2005, e appena qualche mese dalla nascita dell’Onda.
Insieme ai nostri compagni studenti medi, dottorandi, ricercatori, accademici, lo scorso autunno, abbiamo riempito le piazze, abbiamo discusso nelle università e nelle scuole occupate, abbiamo bloccato i centri di ricerca e i nodi delle realtà cittadine, aprendo una vertenza collettiva per un futuro non più precario, ma degno ed eguale per tutti.
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Dal blog del Sindacato degli Studenti
Tra pochi giorni studenti, docenti e personale tecnico amministrativo saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo rettore dell’Università di Padova. Tra queste, la categoria degli studenti è sicuramente quella col minor peso elettorale (47 voti dei facenti parte il consiglio degli studenti a fronte dei 60.000 iscritti). Nonostante questo, nessuno dei candidati sembra essere decisamente avvantaggiato rispetto agli altri, motivo per cui anche questa manciata di voti potrebbe rivelarsi decisiva nel decretare chi andrà al ballottaggio.
Come rappresentanti eletti nel Sindacato degli Studenti, ci sono alcune domande che vorremmo porre pubblicamente ai vari candidati. Si tratta di argomenti che riguardano da vicino aree di fondamentale importanza sia per gli studenti, sia per l’Ateneo, oltre che costituire alcuni dei punti su cui da anni il Sindacato degli Studenti si impegna.
1. Tasse. Non prendiamoci in giro, con i tagli del governo, i soldi mancheranno. Li prenderete a noi? Lo chiediamo per bene: intendete aumentare le tasse agli studenti o vi impegnate a mantenerle stabili durante il vostro mandato?
2. Borse di studio. Quest’anno 156 idonei non l’hanno ancora ricevuta. Vi impegnate a coprire l’intera graduatoria?
3. Diritto allo studio. La Regione discrimina gli studenti extracomunitari, riservando loro solo il 3% delle borse. Cosa farete?
4. Servizi agli studenti. Intendete confermare e migliorare il fondo a gestione concordata, come “buona pratica”? (il fondo è stato utilizzato principalemnte per consentire il prolungamento dell’orario di apertura di varie biblioteche dell’Ateneo).
5. Oggi la valutazione della didattica è un costo privo di riscontri. Come intendete utilizzarla?
6. Siete favorevoli o contrari alla trasformazione in fondazione dell’Università di Padova?
7. Si parla sempre e solo di candidati rettore, ma spesso sono prorettori e delegati a fare la differenza. Quale sarebbe la vostra squadra di governo?
8. Intendete investire in energie rinnovabili ed edilizia ecocompatibile? Quanto e come?
9. Il nuovo statuto di ateneo prevede l’esistenza di una consulta del territorio, che di fatto controlli l’università dall’esterno. Che ruolo intendete affidarle?
10. Rapporti con l’esterno: come intendete muovervi nei confronti di Comune, Regione e governo? E con le altre università? Riproporreste il circuito Aquis tra le università sedicenti d’eccellenza, tanto contestato dal movimento studentesco?

Siete tutti invitati mercoledì 13 ore 18-19.30, presso il Circolo ARCI Luna Nuova (via barbarigo 12), al primo degli appuntamenti dell’ ‘Aperitivo con lo Scienziato’. Intento delle serate è promuovere la divulgazione scientifica di temi della ricerca di punta nei vari ambiti della Scienza. L’iniziativa è aperta a tutti, con un’attenzione particolare a chi non possiede una preparazione scientifica. L’anno scorso abbiamo cominciato parlando di particelle elementari ed evoluzione dell’universo, ricerche che procedono attraverso contributi internazionali, e che vedono la necessità di costruire esperimenti ai limiti degli sviluppi tecnologici. Mercoledì 13 ricominciamo parlando della Fisica Quantistica, con Fabrizio Illuminati, professore a Salerno. La fisica quantistica nasce per capire la struttura degli atomi agli inizi del ‘900, e oggi propone un’applicazione anche nel mondo dell’informazione: verranno passati rapidamente in rassegna "gli sviluppi contemporanei della meccanica quantistica, in particolare le implicazioni concettuali della teoria dell’entanglement, e le conseguenze rivoluzionarie per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione che essa sembra promettere".
L’idea è sempre quella di avvicinare contenuti riservati normalmente agli ‘addetti ai lavori’ a chiunque ne possa essere interessato. Per favorire una atmosfera lontana dalle dinamiche di una lezione o di una conferenza, verrà offerto un aperitivo. Nella speranza che favorisca mille domande e una discussione facile su temi difficili.
N.B.:è necessaria la tessera ARCI. Chi ne fosse sprovvisto potrà farla la sera stessa presso il "Luna Nuova" o in qualsiasi altro giorno presso la sede dall’ASU in via S.Sofia 5

La crisi c’è, e si vede. In autunno abbiamo denunciato l’enormità dei tagli all’università operati da questo governo. E l’attacco di queste settimane ai diritti democratici (limitazioni agli scioperi, divieto di manifestare nei centri storici, repressione violenta del corteo studentesco di Roma del 18 marzo) è l’altra faccia della medaglia. Il progetto del governo Berlusconi e del blocco sociale finanziario-industriale che lo sostiene è chiaro: meno soldi per la cultura, meno diritti, meno democrazia. Attaccare il contratto collettivo nazionale e il valore legale del titolo di studio, tagliare i fondi per la sicurezza sul lavoro e risparmiare su formazione e ricerca: è palese il tentativo del governo di scaricare sui lavoratori e sul futuro degli studenti i costi della crisi. Ci vogliono soli, poveri, senza diritti, senza speranze. E senza passioni né desideri, disciplinati dalle rigide regole delle gerarchie vaticane sul lavoro, in politica, nei laboratori di ricerca, nelle corsie degli ospedali e perfino nel privato dei nostri letti. Un quadro a cui in Veneto si aggiunge anche la stretta securitaria e razzista contro i migranti, oggetto di persecuzioni ovunque, dagli ospedali alle strade cittadine presidiate da militari e ronde padane. La crisi viene sfruttata da Confindustria per l’ennesima ristrutturazione a colpi di licenziamenti e delocalizzazioni, e dal governo per regolare i conti con gli unici soggetti che hanno costruito in questi mesi l’opposizione sociale al suo strapotere: gli studenti dell’Onda da una parte, che le ridicole dichiarazioni del ministro Brunetta provano pateticamente a delegittimare, e la Cgil dall’altra, esclusa sistematicamente dai tavoli di concertazione.
Facciamo di necessità virtù: studenti e lavoratori uniti hanno l’occasione di aprire una nuova stagione di lotte, insieme alla società civile, alle associazioni, a tutti i movimenti.
Per questo l’Asu il 4 aprile sarà in piazza a Roma insieme a Cgil, Arci, Legambiente e a tutti gli studenti e i lavoratori che condividono la nostra lotta per dare un futuro alla nostra generazione.
STIAMO ORGANIZZANDO DEI PULLMAN PER ROMA IN COLLABORAZIONE CON CGIL PADOVA. LA QUOTA DI ISCRIZIONE SARA’ DI 5 EURO. PER PRENOTARVI PASSATE IN ASU O CHIAMATE IL NUMERO 0498753923
da Carta Quotidiano 13 marzo 2009 ore 17.45 (a pag. 4 l’articolo)
http://www.carta.org/attachments/cartanews/2009/cartanews090313.pdf
Sono figlie dell’Onda, le elezioni dei rappresentanti degli studenti dell’Università di Padova che si sono tenute il 10 e l’11 marzo. A dirlo è soprattutto l’affluenza: oltre 8 mila votanti, circa il 14% degli aventi diritto, la partecipazione più alta degli ultimi anni.
Un elemento che rende un po’ più significative, stavolta, le elezioni di una rappresentanza che il movimento ha fortemente criticato. Ed è proprio la realtà padovana che più di ogni altra, negli ultimi anni, ha messo in discussione le forme della rappresentanza studentesca, ad uscire premiata da queste elezioni.
I dati ufficiali arriveranno nei prossimi giorni, ma i numeri provenienti da tutti i seggi dell’ateneo parlano chiaro: Il Sindacato degli Studenti ha preso oltre 2 mila voti, contro i 1800 di Ateneo Studenti e i 1700 di Studenti Per.
L’identikit della lista vincitrice è complesso: si tratta di una lista di ispirazione sindacale, apartitica e autofinanziata, che fa dell’indipendenza politica ed economica rispetto a qualsiasi soggetto esterno all’ateneo un principio irrinunciabile. Nato nel 2002 dall’unione dell’Asu (Associazione Studenti Universitari), storica associazione studentesca di sinistra, con altre realtà universitarie radicate soprattutto nel polo scientifico, Il Sindacato degli Studenti è un’esperienza praticamente unica per quanto riguarda l’innovazione delle forme della politica. L’Asu, un soggetto sindacale strutturato, con tessere Arci, direttivo, e servizi da fornire, ha delegato tutte le scelte di politica universitaria all’assemblea del Sindacato, in cui non esistono delegati e ogni singolo rappresentante in ogni singolo corso di studio e ogni singolo attivista hanno diritto di parola e di voto.
Niente capi, niente gerarchie, un’innata attitudine allo studio tecnico e pragmatico delle materie in discussione e la capacità di essere a proprio agio nelle commissioni didattiche con cui si contrattano con i docenti i famigerati crediti da attribuire agli insegnamenti così come nelle assemblee del movimento. Questi gli ingredienti della vittoria, che dovrebbe far venire qualche pensierino a chi, a Roma, continua a credere che costruire un sindacato studentesco significhi piantare più bandierine possibili con il proprio loghetto in giro per l’Italia.
Il Sindacato degli Studenti era stata nel 2004 la prima lista negli ultimi decenni a battere Ateneo Studenti, braccio universitario di Comunione e Liberazione, che fa incetta di candidati e voti nei collegi universitari della Compagnia delle Opere. Nel 2006 CL ha riconquistato la maggioranza, ma il movimento studentesco dell’autunno scorso, evidentemente, ha di nuovo scompaginato le carte. Il distacco tra Il Sindacato degli Studenti e Ateneo Studenti è di oltre 200 voti, e la lista ciellina, che partiva favorita dato l’enorme numero di candidati schierati, si trova addirittura a doversi contendere il secondo posto voto su voto con Studenti Per, la lista di area Pd sostenuta economicamente dalla Cgil.
Ad entrare in Senato Accademico (5 posti) saranno anche Studenti in Movimento (una lista di area centrista presente soprattutto a Giurisprudenza e Medicina), con circa 900 voti, e L’Ora del Merito (la lista dei giovani di Forza Italia, An e Lega), con circa 650 voti.
Resterà fuori, ma sarà convocato dal Senato per le questioni riguardanti i dottorandi, il candidato di PhD in movimento, i cui 500 voti tra i dottorandi sono un’importante novità.
«È la vittoria di chi dice la verità. – esultano i ragazzi del Sindacato – Gli studenti sanno riconoscere un compagno di corso impegnato nella lotta per il diritto allo studio da chi persegue altri obiettivi e altri interessi.»
Decisivi per la vittoria del Sindacato le schiacchianti maggioranze ottenute a Psicologia e Scienze, mentre Studenti Per ha prevalso a Lettere e Ateneo Studenti ha fatto man bassa nella sede staccata di Vicenza.
I dati che abbiamo sul Senato Accademico, pressochè definitivi, dicono questo:
Il sindacato degli studenti 2067
Ateneo Studenti 1859
Studenti Per 1785
Studenti in movimento 934
Ora del merito 658
Phd 501
Destra universitaria 190
Lista civetta 86
ADI 84
Negli altri organi maggiori, di cui non abbiamo i risultati in maniera completa, la tendenza si ripete secondo le proporzioni del voto al senato.
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Il testamento biologico e le problematiche bioetiche di fine vita: accanimento terapeutico, rifiuto delle cure, autodeterminazione
Ne parliamo con:
ANTONIO DA RE, Ordinario di Filosofia morale
GIAMPIERO GIRON, Ordinario di Anestesiologia
PAOLO ZATTI, Ordinario di Istituzioni di diritto privato
La recente vicenda di Eluana Englaro ha mostrato all’opinione pubblica quanto sia importante avere un’opinione informata e consapevole rispetto alle problematiche bioetiche relative alla fine della vita. L’Università è il luogo in cui ha piena cittadinanza il desiderio di sapere, di informarsi, di capire. Per questo si invitano tutti gli studenti, i docenti e il personale dell’Università a partecipare: un giurista, un filosofo morale e un medico daranno il loro contributo per instaurare una discussione informata e libera.
Informazioni e contatti: chiara.melloni@unipd.it, valentina.ricci@unipd.it
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